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Anno I - Numero 1

 

27 Marzo 2018

Nel 1897 un giovane Carlo Siviero, pittore napoletano, allievo sotto la guida di Domenico Morelli della Reale Accademia di Belle Arti di Napoli, fondò con alcuni suoi coetanei pittori il periodico PRO ARTE. La Scuola di Valle di Lazzaro, che ha gli stessi intendimenti artistici, e che discende dall’insegnamento di Siviero attraverso il maestro di Luciano Regoli, Padre Ortensio Gionfra, riprende ora la pubblicazione del giornale.

Con questo giornale PRO ARTE si inaugura il tempo della parola in libertà. Orsono ormai più di cento anni da quando le Avanguardie artistiche decretarono la distruzione della Pittura classica tradizionale, che si protrasse fino alla fine del secolo diciannovesimo con risultati sorprendenti in fatto di qualità pittorica, anche se non sempre allo stesso livello di quella intellettuale (Sargent, Sorolla, Boldini, ecc.). Da allora in un susseguirsi di accadimenti e di “ismi”, un lento oblio scese sulla “Bella Pittura”, sostituito da una ricerca forsennata del “nuovo”. Tutto il Novecento ne è stato pervaso, quel folle Novecento che già ci dette due guerre mondiali, milioni di morti, un’Arte che finì sempre di più in un buco nero, disgregando la forma e inneggiando ad un contenuto per lo più retto in piedi da ragnatele intellettualoidi con la complicità di critici d’arte, storici dell’arte, direttori di musei, gallerie che dovevano ben vendere tutte quelle opere accumulatesi nei decenni. Tutto ciò in queste poche parole azzardate ha fatto sì che nel nuovo Millennio ci ritroviamo orfani sia della vecchia pittura classica, poiché i pittori che la frequentano con quel livello di qualità sono praticamente scomparsi, ma anche delle avanguardie e dei suoi seguaci, poiché tutti questi argomenti non interessano più quasi nessuno e tantomeno le giovani generazioni tutte protese alla tecnologia. Ora questo giornaletto, nato dal nulla, si propone inascoltato di dare ordine alle cose della Pittura, e soprattutto di parlare con sincerità di ciò che pensa in Arte. Sincerità che è così poco ormai frequentata nei campi inariditi del nostro nuovo mondo.

Anno I - Numero 1

27 Marzo 2018

Anno II - Numero 1

27 Giugno 2019